Il japonisme, termine coniato dal
critico francese Philippe Burty, si affermò inizialmente
in Francia e si diffuse negli altri paesi europei.
Un grande promotore dell’arte giapponese fu, prima ancora
di Burty, il grafico e disegnatore su ceramica Félix Bracquemond
che nel 1867 realizzò un servizio di porcellana dipinto secondo
i modelli dei manga di Hokusai.
I fratelli Goncourt, considerati i maggiori critici del loro tempo,
furono al centro dei gruppi promotori del Giapponismo.
Il contributo del mercante d’arte Siegfried Bing, infine,
fu decisivo. Egli aprì la sua prima bottega d’arte
orientale (stampe e libri illustrati soprattutto) a Parigi nel 1871.
Monet, Van Gogh, Lautrec, Whistler, Beardsley sono solo alcuni dei
numerosi artisti che si ispirarono all’estetica giapponese,
dominata dall’asimmetria, dalla piattezza dei colori e dalla
semplicità delle forme.
La passione per le giapponeserie, vale a dire per gli oggetti e
i motivi giapponesi, fu alimentata soprattutto dalle ripetute Esposizioni
Universali che ebbero il merito di educare, non senza commettere
imprecisioni, all’arte e alla
cultura di paesi lontani e in parte ancora sconosciuti come la Cina
e il Giappone.
MATERIALI E STRUMENTI DIDATTICI
Lezione frontale
Documenti in fotocopia
Proiezione di diapositive e videoproiezione di materiale didattico
Nel corso dell’anno sono organizzate escursioni
giornaliere a musei o mostre di interesse artistico.
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